Quando l’immaginario di un regista incontra la scala industriale di un colosso del retail, il risultato raramente resta nei limiti di una semplice capsule. È il caso di Atlas of Desire, la nuova collezione firmata da Baisi e Guadagnino per Zara Home — la collaborazione più estesa mai realizzata dal marchio spagnolo. Il progetto, ideato dal production designer Stefano Baisi e dal regista Luca Guadagnino, debutta il 26 settembre nei negozi e online, in concomitanza con la Milano Fashion Week.
Atlas of Desire: una collezione-mondo tra design e cinema
I numeri raccontano l’ambizione dell’operazione: oltre 200 pezzi che spaziano da mobili e illuminazione ad articoli per la tavola, tessili, tappeti, specchi e candele profumate, affiancati da una linea ready-to-wear completa. Non un semplice merchandising di gamma, ma un vero e proprio sistema abitativo che mette in dialogo la casa e il guardaroba.

Sul piano estetico, Baisi e Guadagnino per Zara Home attingono a un repertorio colto e stratificato: le geometrie della Secessione viennese, gli slanci dell’Art Déco, le suggestioni del Modernismo brasiliano e gli scarti concettuali del Design Radicale italiano si fondono in forme curve e volumi avvolgenti. Alcuni motivi illustrati dall’artista italiano Francesco Snote, con frutti, fiori e fauna, ricorrono sia negli abiti sia negli oggetti per la tavola, rafforzando il senso di coerenza tra le due anime del progetto.

Non è la prima incursione di Guadagnino nell’universo Zara: il regista aveva già firmato un cortometraggio natalizio per il brand nel 2021, un precedente da cui la nuova partnership sembra essersi sviluppata in modo naturale, secondo quanto raccontato dai vertici dell’azienda.

Il sodalizio dietro Atlas of Desire viene dal cinema
La collezione non nasce a tavolino, ma da quasi un decennio di collaborazione tra i due creativi, cominciata quando Guadagnino chiamò Baisi a dirigere il proprio studio di interior design. Da allora Baisi ha curato la scenografia di molte delle produzioni più recenti del regista, mentre il loro linguaggio condiviso ha attraversato architettura d’interni, moda e set cinematografici.
È proprio dal cinema che arriva anche il momento più atteso del lancio: un cortometraggio diretto da Guadagnino, scritto da Scott Z. Burns — sceneggiatore di Contagion, The Bourne Ultimatum e The Report — con un cast che include Jamie Bell, Chase Sui Wonders, Michael Stuhlbarg e Patricia Arquette. Girato in Europa, il film riporta il progetto alle sue origini, con la scenografia firmata dallo stesso Baisi, quasi a chiudere il cerchio tra lo schermo e lo spazio domestico.

A raccontare la filosofia dietro le scelte progettuali è lo stesso duo creativo, che paragona la selezione di un oggetto d’arredo a un gesto istintivo, quasi irrazionale: una lampada, un tavolino, un profumo, il colore di una parete diventano tasselli di una cosmologia privata, fatta di luce, ombra e desiderio.

Dallo scaffale allo store: Atlas of Desire come esperienza totale
La cifra autoriale di Baisi e Guadagnino non si ferma ai prodotti: il duo ha progettato anche l’allestimento della collezione all’interno dei punti vendita, portando la propria visione estetica nello spazio fisico dello shopping. Il lancio sarà celebrato il 26 e 27 settembre a La Pelota, a Milano, con un pop-up aperto al pubblico durante la Fashion Week, prima della distribuzione ufficiale online e in una selezione di store internazionali.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di Zara Home, che negli ultimi anni ha moltiplicato le collaborazioni autoriali — da Vincent Van Duysen a Smeg, fino a Morris & Co. — spostando progressivamente il proprio posizionamento verso un’idea di design contemporaneo e riconoscibile, più vicino al gusto delle riviste di settore che a quello di un classico negozio di arredamento accessibile.

Con Atlas of Desire, il marchio spagnolo scommette su un racconto che va oltre il prodotto: una narrazione fatta di cinema, memoria del design del Novecento e desiderio domestico, capace di trasformare l’acquisto di una sedia o di una candela in un piccolo atto di identità.











