Alle pendici del Parco Naturale Monte Corno, nel borgo altoatesino di Montagna a pochi chilometri da Bolzano, il Manna Resort rappresenta uno degli esempi più raffinati di hotel di design in Alto Adige: una struttura a cinque stelle dove architettura minimale, arredi d’autore e paesaggio convivono in un equilibrio studiato nei minimi dettagli. Una destinazione che non si limita a offrire ospitalità di lusso, ma propone un’esperienza estetica totale, dove ogni scelta progettuale racconta una visione precisa del rapporto tra uomo, spazio e natura.
Il progetto architettonico: integrazione totale con il paesaggio
Nato dalla visione di Maria Luisa Manna e sorto sulle ceneri di un’antica segheria, il resort è stato progettato dallo studio Pichler Architects con gli interni firmati da Moretti Interiors. La struttura segue l’orografia naturale del terreno con volumi a terrazzamenti e tetti verdi che si fondono con il bosco circostante, rendendo il paesaggio protagonista da ogni livello dell’edificio. Una scelta non solo estetica ma filosofica: il confine tra interno ed esterno si dissolve, e ogni spazio garantisce al tempo stesso apertura visiva e massima privacy agli ospiti.

Il complesso si articola in un corpo principale che ospita suite tematiche con un rigoroso studio d’interni, affiancate da tre chalet indipendenti privati dotati di sauna, tutti affacciati su una biopiscina. Ogni suite è dedicata a una diversa località del mondo, creando un percorso culturale e visivo che arricchisce il soggiorno di una dimensione narrativa inaspettata.
Gli arredi del Manna Resort: firme del design internazionale
Ogni dettaglio del Manna Resort è pensato per condurre l’ospite in un viaggio emozionale dove il design diventa strumento per accendere i sensi. I lussuosi arredi portano le firme di alcune delle icone più celebri del design internazionale: Ramón Esteve, Ludovica+Roberto Palomba, Marco Acerbis, Karim Rashid e Jean Philippe Nuel.
Il rapporto tra spazi interni ed esterni è raccontato dagli arredi outdoor di Talenti, che ha curato il bordo piscina, le aree lounge e la Spa con una selezione di pezzi capaci di unire estetica e funzionalità. Le forti tinte rosse delle sedute Panama, Cliff e della lampada Tribal dialogano con i toni neutri di Riviera, Frame e Casilda e il tortora di Breez, creando un mix avvolgente e sofisticato in cui ogni elemento trova la sua collocazione naturale.

Tra i pezzi più iconici presenti nella struttura:
- Panama di Ludovica+Roberto Palomba — un’amaca dal sapore vintage reinterpretata con la creatività della coppia più glamour del design italiano
- Sudbed Kot di Karim Rashid — lettino esclusivo e resistente agli agenti atmosferici, un pezzo unico nel suo genere
- Casilda di Ramón Esteve — lettino dalla geometria essenziale, perfettamente in linea con il minimalismo del resort
La Spa: benessere tra Oriente e Occidente
La Spa del Manna Resort è un connubio di tradizioni occidentali e orientali, raccontato attraverso i materiali e gli elementi di arredo. Un percorso sensoriale che parte dall’albero del benessere tailandese all’ingresso e si sviluppa attraverso esperienze diverse: bagno turco, bagno mediterraneo, soft sauna, grande sauna finlandese immersa nel bosco, docce emozionali e cascata di ghiaccio. Un viaggio nel benessere che coinvolge corpo e mente, progettato per offrire ogni volta un’esperienza diversa e rigenerante. Il comfort si fonde con una filosofia in cui la salute è primordiale e il design ne amplifica l’esperienza sensoriale.

Un’esperienza estetica totale
Il Manna Resort non è semplicemente un hotel di design in Alto Adige: è un manifesto architettonico che dimostra come lusso e natura possano convivere senza compromessi. Ogni scelta — dalla sagoma dei volumi che asseconda il pendio, agli arredi firmati che dialogano con la luce e il paesaggio, fino ai percorsi sensoriali della Spa — racconta una visione coerente e rigorosa dell’ospitalità contemporanea. Un progetto in continua evoluzione, dove la ricerca della qualità non si ferma mai.

Progetto architettonico: Pichler Architects — Foto: Alex Filz










