Il parquet è una delle tipologie di pavimentazione più amate e utilizzate nelle abitazioni italiane: un classico senza tempo, sempre attuale, capace di adattarsi a qualsiasi stile d’arredo. Qualsiasi sia l’essenza legnosa scelta, un pavimento in legno aggiunge fascino, calore e valore a qualunque ambiente, domestico e non solo.
Ma prima ancora di scegliere l’essenza o la finitura, è fondamentale sapere come posare il parquet correttamente, perché è proprio dalla tecnica di installazione che dipende gran parte della durata, della resa estetica e della silenziosità del pavimento nel tempo. In questa guida vedremo nel dettaglio le tre principali tecniche di posa in opera, come scegliere quella più adatta al proprio ambiente, e le geometrie di disposizione delle tavole più diffuse.
Da cosa dipende la scelta della tecnica di posa
La scelta tra le diverse tecniche di posa del parquet dipende principalmente dal tipo di fondo su cui il pavimento dovrà essere applicato. Il parquet può infatti essere posato su massetto cementizio, su pannelli con base in legno, su pavimentazioni preesistenti oppure su magatelli (listelli distanziatori in legno).
Il massetto cementizio, che rappresenta la soluzione più diffusa nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni importanti, deve avere uno spessore minimo di 40 mm e viene realizzato con cementi normali o a rapida presa, a seconda dei tempi di cantiere disponibili. Prima della posa è essenziale verificarne la corretta stagionatura e il livello di umidità residua, per evitare che il legno assorba umidità e si deformi nel tempo.
Se invece l’obiettivo è posare il parquet sopra una pavimentazione preesistente, occorre prima verificare che questa sia in buone condizioni strutturali: dovrà essere perfettamente lavata e sgrassata, carteggiata nel caso di pavimenti in ceramica o marmo, oppure stuccata se si tratta di un vecchio parquet da rinnovare. Solo un fondo stabile, planare e privo di irregolarità garantisce una posa duratura e priva di problemi futuri come scricchiolii o rigonfiamenti.
Come posare il parquet: le tre tecniche
Le tecniche di posa in opera del parquet sono sostanzialmente tre: flottante, incollata e chiodata. Ognuna presenta caratteristiche, vantaggi e ambiti di applicazione differenti.

Posa Flottante
Con la posa flottante i listelli vengono semplicemente appoggiati sul pavimento esistente, sopra un apposito materassino isolante che svolge funzione acustica e di compensazione delle piccole irregolarità del sottofondo. Le tavole vengono poi fissate tra loro con un sottile strato di colla vinilica in corrispondenza degli incastri, oppure tramite appositi sistemi a clic.
Questa tecnica è particolarmente indicata quando il parquet deve essere sovrapposto a un pavimento già esistente, poiché non richiede opere murarie invasive ed è più rapida rispetto alle altre soluzioni. È fondamentale, tuttavia, che il massetto sottostante sia perfettamente planare: eventuali dislivelli possono infatti causare movimenti delle tavole o quel fastidioso “rumore di vuoto” al calpestio.
Posa Incollata
Nella posa incollata ogni singolo listello viene fissato direttamente al piano di posa tramite collante specifico, steso con un’apposita spatola dentata evitando eccessi che potrebbero compromettere l’adesione. Lungo il perimetro della stanza viene lasciato un giunto di dilatazione, indispensabile per assorbire le naturali variazioni dimensionali del legno dovute a temperatura e umidità.
Questa tecnica garantisce la massima stabilità e il miglior comfort acustico, motivo per cui è la scelta ideale in presenza di riscaldamento a pavimento, dove assicura anche una resa termica superiore rispetto alla posa flottante. È inoltre particolarmente indicata negli ambienti soggetti a maggiore umidità, come i bagni, dove una posa ben eseguita limita i rischi di infiltrazione tra le fughe.
Posa Chiodata
La posa chiodata è il sistema più antico e tradizionale per installare il parquet: i listelli vengono fissati con chiodi o viti in ferro, infissi obliquamente a 45° in corrispondenza della parte superiore del maschio, fino a penetrare il supporto per almeno 20 mm. Questa tecnica richiede l’utilizzo di doghe spesse, non inferiori a 18 mm, e un sottofondo idoneo su cui i chiodi possano fare presa: solitamente uno strato di legno applicato al massetto, oppure listelli distanziati e disposti trasversalmente (i cosiddetti magatelli), fissati o annegati nel cemento.
Si tratta della tecnica di
posa più costosa e laboriosa, ma è anche quella che garantisce la massima solidità strutturale nel tempo. Per questo motivo viene generalmente consigliata quando si sceglie un legno massello di pregio, per progetti dove la longevità e l’autenticità del risultato sono la priorità assoluta.
Parquet e riscaldamento a pavimento: quale posa scegliere

Negli ambienti dotati di riscaldamento a pavimento è preferibile optare per pavimenti in legno dallo spessore ridotto, poiché il legno è per sua natura un buon isolante termico e uno spessore eccessivo ridurrebbe l’efficienza dell’impianto. In questi casi la posa può essere realizzata sia con colla sia in modalità flottante, ma tra le due opzioni la posa incollata resta senza dubbio la più indicata, in quanto garantisce una migliore trasmissione del calore verso l’ambiente, riducendo i tempi di riscaldamento e ottimizzando i consumi.
Come posare il parquet: gli schemi di posa e quale scegliere
Oltre alla tecnica su come posare il parquet, un altro elemento che incide profondamente sul risultato estetico finale è lo schema di posa, ovvero il modo in cui le singole tavole vengono disposte sul pavimento. Il parquet può essere installato secondo diversi schemi: regolare, a correre, a spina di pesce, all’ungherese oppure a quadri. La scelta dipende dal gusto personale, dallo stile dell’ambiente e, in alcuni casi, dalla forma stessa della stanza.

Posa Regolare. Ogni asse viene affiancata alla precedente componendo file parallele tra loro. È una soluzione moderna e precisa, valorizzata dalle naturali variazioni cromatiche del legno, indicata quando le tavole hanno tutte la medesima lunghezza e larghezza.

Posa a correre. I listelli, anche di misure differenti, vengono disposti nel senso della lunghezza in modo che le giunzioni di testa risultino sfalsate e irregolari tra loro. È la soluzione ideale per valorizzare ambienti di grandi dimensioni con tavole lunghe.

Posa a spina di pesce. I listelli vengono disposti a 90° tra loro, secondo file parallele, in modo che la testa di ciascuna tavola si unisca al fianco dell’altra, creando la caratteristica greca regolare. È uno schema particolarmente indicato per ambienti di piccole dimensioni, perché il gioco geometrico che si crea contribuisce visivamente ad ampliare lo spazio.

Posa all’ungherese. Simile alla spina di pesce nelle modalità di posa, si differenzia per il taglio dei lati corti degli elementi, inclinati a 30° o 60° rispetto ai lati lunghi. Anche in questo caso è una scelta perfetta per valorizzare ambienti di piccole dimensioni.
Posa a quadri. Gli elementi vengono assemblati in modo da formare moduli quadrati, che costituiscono l’unità di posa ripetuta nell’ambiente. È uno schema particolarmente consigliato quando i muri della stanza non sono perfettamente in squadra, come spesso accade nelle ristrutturazioni di abitazioni datate.
Conclusione: dalla scelta del rivenditore alla posa a regola d’arte
Sapere come posare il parquet è solo una parte del percorso che porta a un pavimento in legno bello e duraturo nel tempo. Altrettanto importante è affidarsi a professionisti qualificati sia per la fornitura del materiale sia per l’installazione, così da evitare il rimpallo di responsabilità in caso di problemi post-posa. Se non hai ancora scelto a chi rivolgerti, ti consigliamo di consultare la nostra guida sui migliori rivenditori di parquet, utile per orientarti tra qualità dei prodotti, servizi di posa e assistenza post-vendita offerti dai principali operatori del settore.
E tu quale tra queste geometrie di posa preferisci? La nostra, senza dubbio, è la spina di pesce!












