Con Puro Residence, lo studio fiorentino Q-BIC firma uno degli interventi più sofisticati della rigenerazione urbana dell’ex area industriale: un dialogo serrato tra stile industriale, innovazione materica e rispetto della storia.
Q-BIC e la Manifattura Tabacchi: un incontro tra rigore e sensibilità
C’è una sottile arte nel saper ascoltare un edificio prima ancora di toccarlo. Lo studio Q-BIC l’ha capita bene, e lo dimostra ogni volta che affronta un progetto di recupero. Multidisciplinare per vocazione, il team porta avanti una ricerca architettonica che si muove sul confine tra rigore formale e sensibilità materica: due qualità apparentemente opposte che, nelle mani giuste, generano spazi dalla forza narrativa rara.

È proprio questa tensione creativa a trovare la sua espressione più compiuta all’interno della Manifattura Tabacchi di Firenze, il grande complesso industriale degli anni Trenta che sta vivendo una straordinaria seconda vita. In un progetto di rigenerazione urbana destinato a ridisegnare un intero quartiere della città, studio Q-BIC ha scelto il fabbricato più antico e simbolicamente più denso dell’intera area: l’edificio 12, oggi ribattezzato Puro Residence.
Puro Residence: il nome come manifesto architettonico
Il nome non è casuale — non lo è mai, in architettura. Puro, in spagnolo, significa sigaro: un riferimento diretto alla storia produttiva dello stabile, originariamente adibito al confezionamento e all’inscatolamento dei prodotti finiti della manifattura del tabacco. Ma il termine evoca anche qualcosa di più sottile: la purezza formale, la sottrazione dell’ornamento, l’essenzialità come scelta estetica e non come rinuncia.

C’è poi la forma stessa dell’edificio — lungo, stretto, composto — che richiama quella di un sigaro. Un gioco di parole tridimensionale che studio Q-BIC ha saputo trasformare in concept architettonico: lo stile industriale qui non è un’estetica di tendenza applicata a posteriori, ma la naturale conseguenza di un ascolto profondo del luogo e della sua identità stratificata.
Innovazione materica: quando il dettaglio diventa racconto
Quello che colpisce, entrando in Puro Residence, è la qualità della materia. Studio Q-BIC lavora con il cemento come pochi altri sanno fare: non come materiale di risulta o scelta economica, ma come elemento espressivo raffinato, capace di dialogare con la pietra serena, il legno invecchiato, il ferro delle capriate originali. L’innovazione materica che caratterizza la loro ricerca non nega il passato — lo sublima.

Gli infissi originali in legno sono stati conservati e valorizzati, trasformati in elementi narrativi che raccontano decenni di storia produttiva. Gli intonaci materici — ruvidi, irregolari, volutamente imperfetti — diventano una texture visiva e tattile che nessun rivestimento contemporaneo potrebbe imitare con la stessa autenticità. Le capriate in ferro, protagoniste silenziose degli spazi comuni, mantengono tutta la loro potenza strutturale, ora rivelata invece che occultata.
Il verde come memoria: la natura riprende il suo posto
C’è un dettaglio che rivela meglio di ogni altro la sensibilità progettuale di studio Q-BIC: il verde. Sulle terrazze e lungo i ballatoi di Puro Residence, la vegetazione non è un orpello decorativo né una concessione alle mode del biophilic design. È, invece, una citazione precisa: per decenni, dopo la dismissione dell’impianto produttivo, la natura aveva riconquistato questi spazi con la sua vegetazione spontanea.

Reintrodurre il verde nelle terrazze e nei percorsi condivisi significa preservare questa memoria biologica del luogo, dare continuità a un processo che la storia aveva interrotto. È architettura come atto di umiltà: non imporre, ma ascoltare; non cancellare, ma interpretare.
Studio Q-BIC: una visione architettonica per il futuro della città storica
Il progetto Puro alla Manifattura Tabacchi non è un episodio isolato nella traiettoria di studio Q-BIC, ma la manifestazione più eloquente di un metodo consolidato. La capacità di valorizzare la storia dei luoghi attraverso interventi misurati e coerenti è la cifra stilistica che distingue il loro lavoro nel panorama dell’architettura contemporanea italiana: mai invasivi, sempre presenti.

In un momento storico in cui la rigenerazione urbana è al centro del dibattito architettonico e culturale — a Firenze come in tutte le grandi città europee — il contributo di studio Q-BIC alla Manifattura Tabacchi rappresenta un modello di riferimento: dimostra che è possibile abitare il passato senza museificarlo, e costruire il futuro senza tradirlo.
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