Nel cuore della Calabria, l’architettura rurale è protagonista di un processo di riscoperta e valorizzazione, grazie all’intervento dell’architetto Domenico De Rito. Il suo progetto di recupero di un antico Casale a Cirella, nel territorio comunale di Diamante, rappresenta un esempio concreto di come il rispetto per la memoria storica possa incontrarsi con le sfide della sostenibilità e del recupero del paesaggio.

In questo articolo, De Rito ci guida attraverso le tappe di un intervento che, partendo dai ruderi, mira a restituire al territorio non solo una nuova vita, ma anche un’identità rinnovata, capace di unire tradizione e innovazione. Il recupero del Casale è, infatti, un’opportunità per riscoprire la storia della Calabria, dalle tracce lasciate dalle civiltà antiche fino agli interventi moderni che hanno trasformato il paesaggio. Ma, soprattutto, è un invito a riflettere sul valore della sostenibilità e sull’importanza di preservare il nostro patrimonio rurale. In un’epoca segnata dalla cementificazione e dal degrado, il progetto di De Rito si configura come una sfida che guarda al futuro, con un forte legame con il passato e un profondo rispetto per l’ambiente.

Il rudere in Calabria: progetto di recupero e sostenibilita’ raccontato dall’architetto Domenico De Rito
Nel 2022 ho iniziato la fase progettuale della ristrutturazione di un antico Casale a Cirella. Il borgo di Cirella si trova nel territorio comunale di Diamante, sulla Riviera dei Cedri, sul litorale cosentino. L’area di intervento prevedeva il riuso di un Casale composto da più corpi; quelli più antichi con la muratura in “opus mixtum” (la memoria), costituito da frammenti di cotto, pietrame e malta, poi ripulito e fissato con prodotti sostenibili, protettivi.

Riflessioni sulla trasformazione del paesaggio Calabrese
La recente esperienza del recupero del Casale, è stata fra me e la committente, newyorkese di nascita ma ormai calabrese di adozione, l’occasione per condividere pensieri, idee, considerazioni sul nostro territorio, su come lo ricordiamo e sulle trasformazioni che ha subito in un recente passato. Come fotogrammi indelebili sfilano nella memoria immagini del paesaggio calabro: vegetazione folta, macchie di colore violento delle bouganville, agavi, fichi d’india, profumo delle zagare degli agrumi, carrubi, olivi e poi ancora: visioni di affascinanti tracce lasciate dalle innumerevoli civiltà che si sono susseguite in questi territori: greci, romani, bizantini, svevi, normanni, angioini, architetture dai colori caldi, con i pigmenti della terra, materiali primordiali.
Poi purtroppo l’avvento degli anni ‘70/80. Interventi brutali: villaggi turistici abominevoli, costruzioni anonime, che hanno violentato il paesaggio costiero e, sulle colline, solo ruderi in abbandono. Tutto ciò ci ha spinto ad una riflessione più profonda che ha coinvolto il nostro pensiero, la nostra filosofia. E’ necessario che ora più che mai l’architetto rivolga la propria creatività, il proprio talento, all’architettura della memoria, quella memoria che deve essere salvata, riproposta, oserei dire “rigenerata”.

Il recupero del patrimonio rurale: un progetto ambizioso
E quindi é nato un progetto ambizioso: io e la mia committente, confrontandoci sui temi della Tutela del paesaggio, sul Recupero del territorio e sulla Sostenibilità, ci siamo prefissi di impegnarci a recuperare il Patrimonio Rurale e quindi a mettere in salvo dal degrado e dal completo abbandono, ruderi presenti nel territorio collinare, prospiciente il mare, anche di piccole dimensioni, restaurandoli nel pieno rispetto delle loro dimensioni, delle loro forme, dei materiali della memoria.
Il rudere quindi, diventa strumento di sostenibilità, di valorizzazione dell’esistente, di ripristino dell’equilibrio, fra natura ed antropizzazione, parliamo perciò di riassetto del paesaggio. Il rudere diventa una risorsa che può avere ricaduta sul territorio, può divenire una nuova proposta di turismo sostenibile, una forma di investimento che intende contrapporsi alla cementificazione delle coste e dell’utilizzo selvaggio del suolo.

La sfida, concludo, sarà restituire al territorio calabrese le peculiarità dei suoi paesaggi rurali, paesaggi di luce, paesaggi contaminati da architetture che sono la nostra memoria. Perché i nostri paesaggi sono identitari, raccontano la storia di tutte le civiltà che ci hanno preceduto, sono accadimenti straordinari. Alla luce di ciò il LOGO “PAESAGGI” sintetizza il nostro pensiero.

Recupero e sostenibilità: il turismo come risorsa
Al momento stiamo lavorando per il recupero di una architettura, dove, utilizzando la conformazione del terreno abbiamo ricavato spazi ipogei destinati a cantina e altri usi: il rudere si trova nel Comune di Maierà, in c/da Lauro con vista sull’isola di Cirella, straordinario paesaggio a poco più di un km rispetto alla SS 18 tirrenica.
La volontà del progetto è il riuso del rudere, come struttura ricettiva con finalità enogastronomiche, avvalorata dalla vocazionalità di questi luoghi che non e’ unicamente quella balneare ma, come la tradizione vuole, su queste colline si coltivano ancora vitigni autoctoni e frutti tipici come il cedro e tutti gli agrumi, fichi, mandorli… Contrada Lauro diverrà una sorta di location didattica, con lo scopo, attraverso “laboratori del gusto”, di presentare ed esporre quanto di meglio l’imprenditoria calabrese produce nel settore delle Aziende Vitivinicole ed Agroalimentari. La coltivazione della vite, la ricerca e la sperimentazione con successo dei vitigni autoctoni vanno a ricomporre la storia primordiale dell’antica Enotria e quindi la cultura del vino in Calabria. Un altro obiettivo è quello di utilizzare anche alcuni spazi atti a presentare e a far conoscere la storia e la cultura della Regione Calabria: la sua Arte e il suo Artigianato.

Storia e cultura della Calabria: un territorio da scoprire
Terra ricca e colta la Calabria Citeriore infatti a poco più di un paio di Km troviamo il Mausoleo Romano in c/da Tredoliche di Cirella, spingendosi più in alto verso le pendici del Pollino, troviamo a Papasidero la grotta del Romito, esempio di paleolitico superiore. Tutto questo ed altro sono occasione di visite guidate, arricchendo così l’interesse culturale del territorio circostante.
Dettagli del progetto e delle strutture
Il rudere di c/da Lauro é composto da tre corpi di fabbrica, per una superficie totale di circa 80 mq dove il progetto di recupero, molto fedele all’originale, é stato il minimo necessario ampliato per ricavare servizi più consoni alle esigenze di oggi, raggiungendo ora i 100 mq circa.

La conformazione del terreno ci ha permesso di ricavare spazi ipogei consoni alla cura del vino ma anche utili a organizzare conferenze sul tema dei prodotti tipici. Una delle tre falde é stata destinata a terrazza panoramica che guarda l’isola di Cirella dove, quando il tempo lo permette é possibile godere del paesaggio e degustare; il rudere risulta ora composto da: spazi ipogei, piano terra, quota giardino e solarium panoramico.

Filosofia del recupero: rispettare la tradizione e le funzioni moderne
Recupero significa dare un’altra possibilità di vita… rispettando forme, cromie e natura. Il restauro va concepito non fine a se stesso ma tenendo in considerazione un riuso con funzioni diverse da quelle originarie ma con nuove destinazioni più consone alle necessità dei nostri tempi ma anche allo scopo di ottenere spazi destinati al sociale. Il nostro sogno, che sta diventando realtà, é quello di coinvolgere committenze private, nazionali e internazionali, ponendoci come obiettivo il recupero del territorio e del paesaggio al fine di contribuire al riequilibrio territoriale e ambientale, contrastando in questo modo l’abbandono dei terreni ed il conseguente declino demografico.

Alla luce di tutto ciò sarà opportuno coinvolgere anche il settore pubblico ad unirsi alla nostra sfida che riteniamo possa essere un viatico verso una nuova via.
Recupero dell’architettura rurale: un contributo prezioso dell’Architetto Domenico De Rito
Il recupero dell’architettura rurale rappresenta oggi una delle sfide più importanti per la preservazione del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Restituire vita ai vecchi casali e ai ruderi abbandonati non è solo un atto di conservazione. Infatti, è anche un’opportunità per valorizzare il territorio, promuovere la sostenibilità e restituire dignità alle tradizioni locali. Siamo grati all’architetto De Rito per aver condiviso con noi la sua visione e la filosofia che anima il suo lavoro. Il suo approccio ci invita a guardare al futuro con occhi consapevoli, pronti a rigenerare ciò che è stato lasciato nel tempo, rispettandone l’autenticità. Un ringraziamento sincero per averci accompagnato in questo viaggio alla riscoperta dell’architettura rurale e della sua incredibile potenzialità.











