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Achille Castiglioni: il genio del design italiano che ha cambiato il modo di pensare gli oggetti

Dalla lampada ad Arco al mobile radio Brionvega, Achille Castiglioni ha saputo creare capolavori di grande originalità ed eleganza, lasciando un segno indelebile nella storia del design italiano e internazionale.

Un maestro insostituibile

Con la scomparsa nel 2002 di Achille Castiglioni, il mondo del design italiano ha perso un vero “padre”. Al di là della sua straordinaria bravura professionale, Castiglioni era insaziabile e geniale, curioso e spiritoso. Aveva la rara capacità di guardare il mondo con occhi sempre nuovi, trovando ispirazione nei luoghi e negli oggetti più inaspettati, trasformando il quotidiano in straordinario.

I fratelli Castiglioni e i ready-made

Insieme al fratello Pier Giacomo Castiglioni, scomparso prematuramente, Achille ha disegnato prodotti serissimi e altri in cui i due prendevano garbatamente in giro la serietà del design, come i celebri “ready-made”: una sella da bicicletta montata su un palo con una base oscillante, un sedile da trattore su lunghe gambe arcuate — Allugaggio — oppure su una balestra elastica — Mezzadro. Per non parlare della lampada Toio, un faro di automobile sorretto da una canna da pesca e tenuto in equilibrio da un trasformatore per automobile. Opere provocatorie e ironiche, capaci però di porre domande fondamentali su cosa sia davvero il design e quale sia il confine tra oggetto industriale e opera d’autore.

Lo studio come fonte di ispirazione

Achille Castiglioni lavorava in uno studio pieno di progetti, disegni e prototipi, ma anche di oggetti anonimi raccolti con cura nelle vetrine da farmacia. A molti potevano sembrare cose normali o addirittura kitsch, ma Castiglioni vi riconosceva sempre una scintilla di inventiva. Era convinto che il buon design non nascesse dal nulla, ma dall’osservazione attenta della realtà e dei bisogni concreti delle persone.

Probabilmente da qui l’ispirazione che ha dato vita ad alcuni dei suoi progetti più celebri, come l’anello di silicone posto alla base dei bicchieri Ovio di Danese, che fungeva da antiurto, oppure la poltrona Sanluca, caratterizzata da una gobba decisa e progettata insieme al fratello Pier Giacomo.

I capolavori: dalla lampada Arco al radio Brionvega

Tantissimi i capolavori firmati dai fratelli Castiglioni. La mitica lampada ARCO, prodotta da Flos, è forse il simbolo più riconoscibile del loro genio: porta la luce lontano dalla pesante base in marmo — nella quale è presente un foro per inserire un bastone e spostarla in due persone — con un arco di acciaio che scavalca elegantemente lo spazio. Un oggetto che, a distanza di decenni dalla sua creazione nel 1962, continua a essere prodotto e desiderato in tutto il mondo.

Altrettanto iconico è il mobile radio RR 126 per Brionvega, progettato nel 1965: un oggetto che fonde funzionalità e scultura, anticipando di anni il concetto di elettronica di consumo come oggetto di design domestico di alto profilo.

Mostra per i suoi 100 anni 

Il 16 febbraio 2018 si sono festeggiati i 100 anni dalla nascita di Achille Castiglioni e per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione Achille Castiglioni ha inaugurato la mostra ‘100×100 Achille’, curata da Chiara Alessi e Domitilla Dardi. Un’occasione per ripercorrere l’intera carriera del grande maestro e tutto ciò che ha significato per il design contemporaneo e per le generazioni di designer che ne hanno raccolto l’eredità.

La mostra-evento resterà aperta presso la Fondazione Achille Castiglioni, in piazza Castello 27 a Milano, fino al 30 aprile 2018, per poi diventare itinerante e continuare a portare nel mondo la lezione di uno dei più grandi protagonisti del design del Novecento.

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